Giorgia Gnesato

La riabilitazione Neuropsicologica

Che cosa si intende per riabilitazione neuropsicologica?
La riabilitazione neuropsicologica si configura come un processo terapeutico rivolto al soggetto con danno cerebrale acquisito (es: trauma cranico, ictus), per ridurre i deficit cognitivi e comportamentali conseguenti l’evento traumatico, riducendone l’impatto sul benessere psico-fisico della persona e migliorandone pertanto la qualità di vita generale
L’obiettivo fondamentale è, ove possibile, il recupero della funzione perduta, in modo tale da consentire un miglior funzionamento sociale e lavorativo.

La riabilitazione neuropsicologica fonda i suoi presupposti teorici sulle proprietà plastiche del cervello adulto, ossia le capacità del cervello di modificare la propria struttura e funzionalità, sia a livello neuronale che cognitivo, in risposta a richieste e stimoli provenienti dall’ambiente e mediante la stimolazione di processi di apprendimento.
Come si struttura un programma di riabilitazione neuropsicologica?
Innanzitutto, qualsiasi intervento di riabilitazione neuropsicologica deve essere pianificato a seguito di una valutazione neuropsicologica.

Tramite la valutazione delle funzioni cognitive, infatti, lo psicologo/neuropsicologo o il neurologo stabilisce quali funzioni risultano maggiormente compromesse e quali, invece, rappresentano delle abilità residue, ovvero degli elementi di risorsa per il paziente. 

 

L’intervento cognitivo si struttura quindi a seguito di “questa mappatura” del funzionamento cognitivo in modo tale da creare un piano di trattamento mirato, specifico e, soprattutto, ad hoc per il paziente.

Quali sono le basi teoriche della riabilitazione neuropsicologica?

Secondo la concezione classica della neurobiologia, le modificazioni sostanziali e persistenti della microstruttura del cervello sarebbero possibili solo in fasi precoci dello sviluppo cerebrale, durante il cosiddetto, periodo critico (Fox, 1992; Hubel e Wiesel 1970), ma non nell’individuo adulto.

 

Tuttavia, a partire dai primi anni 80, ricerche condotte con metodiche sperimentali molto diverse tra loro hanno ampiamente contraddetto questa convinzione, documentando la grande capacità organizzativa del cervello adulto (Kaas 1994).

 

Attualmente, il recupero di abilità perse immediatamente dopo una lesione cerebrale è considerato riflettere l’emergenza di importanti proprietà plastiche del cervello adulto che può, infatti, andare incontro a profondi cambiamenti strutturali e funzionali.

Hai voglia di fare due chiacchere..
contattami per fissare un appuntamento