Giorgia Gnesato

La Neuropsicologia e la valutazione Neuropsicologica

Che cos’è la Neuropsicologia?
La Neuropsicologia è la disciplina scientifica che studia i deficit cognitivi (es: difficoltà di attenzione, deficit di memoria) ed emotivi-motivazionali (es: irritabilità, tono dell’umore basso) causati da lesioni o disfunzioni del sistema nervoso centrale.

Un momento simbolico che segnò l’inizio della neuropsicologia come disciplina scientifica è stata la fondazione, nel 1963 in Francia, della rivista “Neuropsychologia” da parte del medico francese Henry Hècaen, e nel 1964, in Italia a Milano, dalla rivista “Cortex”, da parte dei neurologi italiani Ennio de Renzi e Luigi Vignolo.

La neuropsicologia, ad oggi, si configura come scienza interdisciplinare che, alle sue origini, integrava conoscenze da due discipline principali, la neurologia e la Psicologia.

La valutazione neuropsicologica: perché richiederla
Un paziente può giungere spontaneamente, perché si è accorto o teme di avere difficoltà cognitive nella vita di tutti i giorni: ad esempio dimentica i nomi di familiari o dei farmaci oppure fa fatica a trovare i nomi di oggetti di uso comune.
Più spesso accade che il paziente viene accompagnato da dai familiari che si sono accorti di alcuni cambiamenti nel proprio parente come, ad esempio, dimenticanze nel riferire telefonate o incontri importanti. 

In ultima analisi il paziente può essere inviato dal medico curante o da uno specialista per una consulenza, una diagnosi o un inquadramento, ma anche per motivi di tipo legale-assicurativo.
Come si struttura una valutazione neuropsicologica?
La valutazione neuropsicologica comprende una serie di passaggi che partono dall’incontro con il paziente per arrivare, attraversi uno screening, gli aspetti cognitivi da indagare in modo approfondito. Gli step principali di una valutazione neuropsicologica comprendono:
  • Prima visita: l’obiettivo in questa fase è quello di ottenere un profilo neuropsicologico, seppur sommario, per formulare un’ipotesi interpretativa sui deficit riscontrati dal paziente stesso, dai familiari o dal medico curante. Durante la prima visita vengono eseguite:
  • Raccolta anamnestica cognitivo-comportamentale: rappresenta la raccolta della storia clinica del paziente (eventuali ricoveri, problemi di salute, eventuali esami eseguiti) ed indaga naturalmente le difficoltà cognitive riferite (disturbi di memoria, linguaggio, attenzione, etc).
  • Colloquio clinico con il paziente: si tratta di una breve conversazione che ha lo scopo di spiegargli in che cosa consisterà l’esame e quali sono le sue finalità. Durante questo colloquio si esplorano le varie aree cognitive, ponendo semplici domande sui motivi che hanno condotto il paziente alla visita
  • Somministrazione di test neuropsicologici: i test cognitivi rappresentano uno degli strumenti che il neuropsicologo ha a disposizione per effettuare la diagnosi. La somministrazione dei test consiste nella misurazione obiettiva e standardizzata di un campione di comportamento, che si presuppone rappresentativo della totalità.

    L’esame neuropsicologico è standardizzato perché prevede regole precise di somministrazione e attribuzione di punteggi ed esiste un valore normativo di riferimento. I test effettuati durante la prima visita forniscono un quadro generale delle abilità cognitive del paziente: quindi dovranno indagare l’orientamento, il linguaggio, la memoria, la percezione, l’attenzione, la cognizione spaziale e l’intelligenza fluida.
  • Stesura della relazione: esse concernerà i risultati della valutazione effettuata durante la prima visita dove saranno stati calcolati e corretti i punteggi ottenuti nei test.
  • Colloquio con i familiari: tale colloquio può avvenire anche in una visita successiva. In linea di massima il colloquio con i familiari ha la finalità di fornire loro informazioni, ovvero renderli consapevoli della sua situazione e di una sua eventuale evoluzione nel tempo, se cioè essi possono attendersi dei miglioramenti e di quale entità o se, al contrario, si prevede una situazione stabile e bisogna provvedere a modificazioni ambientali per facilitare la vita del paziente.
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