Giorgia Gnesato

Gruppi attacchi da panico

Che cos’è?
Tra i disturbi dello spettro ansioso il Disturbo da Attacchi di Panico è il più frequente. Indagini svolte sull’incidenza degli attacchi di panico tra gli studenti italiani ha riscontrato una percentuale del 32% (Sanavio, Cornoldi, 2001).
Gli attacchi da panico si manifestano con un improvvisa e intensa paura in assenza di un reale pericolo, accompagnata da sintomi somatici come rossore, capogiri, difficoltà a respirare, tachicardia, intorpidimenti nelle aree di mani, piedi o viso e sintomi cognitivi, come la paura di impazzire, perdere il controllo o di morire. Generalmente raggiungono rapidamente l’apice e sono di breve durata (10 minuti circa).

 

Uno dei rischi principali è quello di evitare tutte quelle situazioni che possono attivare gli attacchi da panico, oppure affrontare le situazioni solo se accompagnati da qualcuno. Si innesca un questo caso un problema di agorafobia, ovvero la paura relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dai quali può essere difficoltoso o imbarazzante allontanarsi o nei quali si farebbe fatica a cercare aiuto in caso di un improvviso attacco da panico.

Come si affronta l’attacco di panico?
La proposta del gruppo

Le linee guida internazionali sostengono e promuovono la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) per la dimostrata efficacia dei suoi protocolli d’intervento e delle sue tecniche sia in contesti individuali che di gruppo.

Il protocollo d’intervento prevede l’utilizzo di tecniche espositive e in vivo, oltre alle tecniche della terapia cognitiva standard che comprendono psico-educazione, ristrutturazione cognitiva, rilassamento muscolare, controllo della respirazione.

L’obiettivo è quello di favorire il ridimensionamento del problema e la riduzione soggettiva di “essere pazzo/a”, attraverso anche il confronto con altre persone che soffrono dello stesso disturbo.
Struttura gruppi di Psicoterapia per gli attacchi da panico
Il gruppo per gli attacchi da panico avrà una durata di 8 incontri, a cadenza settimanale, della durata di un’ora e mezza ciascuno.

 

 
Gli incontri verranno strutturati tenendo in considerazione alcuni aspetti fondamentali come: psicoeducazione, consapevolezza di sé, esposizione ed esercizi esperienziali. Tra un incontro e l’altro verranno consigliati dei brevi esercizi pratici da eseguire a casa allo scopo di mantenere una continuità tra una seduta di gruppo e l’altra.

 

 
Il modello teorico fa riferimento ai principi della terapia cognitivo-comportamentale.
L’accesso al corso prevede un primo colloquio individuale di valutazione, finalizzato ad un inquadramento diagnostico, durante il quale verranno proposti dei test specifici per il Disturbo di Panico e per la valutazione di altre possibili problematiche connesse.
Incontro 1: L’esperienza del panico
  • Introduzione del significato del corso e delle sue regole. Presentazione dei partecipanti
  • Consegna di alcuni questionari
  • Condivisione di alcune esperienze personali con il panico
  • Che cosa si intende con panico? Quali sono le differenze tra panico e ansia?
  • I sintomi dei panico
Incontro 2: “Sarò mica pazzo?”
  • Perché arriva un attacco di Panico? Fattori biologici e ambientali a confronto e condivisione di gruppo
  • Cosa frulla nella mente in una situazione di panico? I pensieri più comuni
  • Come funziona un Attacco di Panico? Il circolo di Clark
  • Esercizio pratico: ricostruzione storica di un attacco attraverso il modello di Clark e condivisione di gruppo
Incontro 3: “Meglio evitare”
  • I “comportamenti protettivi” più frequenti e il loro significato
  • E tu di questo panico cosa pensi? Il ruolo delle valutazioni personali nel mantenere il disturbo
  • Esercizio pratico: l’ABC di un attacco
Incontro 4: “Spazi aperti o affollati? Anche no!”
  • Che cosa si intende con Agorafobia e perché può manifestarsi?
  • Esercizio pratico immaginativo: mente e corpo cosa ti dicono?
  • Quando la respirazione è eccessiva: il ruolo dell’iperventilazione
  • Quali pensieri potrebbero aiutarti durante un attacco? Favorire la flessibilità psicologica
Incontro 5: “E se non fosse qualcosa di grave?”
  • Il ruolo delle interpretazioni catastrofiche
  • Alcune strategie per scalfire le interpretazioni erronee
  • Esperimenti comportamentali: “Cosa succede se…”
  • Prove a favore e a sfavore e discussione in gruppo
Incontro 6: “Sperimento!”
  • La tecnica delle “foglie sul ruscello” per focalizzare i pensieri
  • Esercizi di esposizione attraverso la simulazione di alcuni sintomi somatici temuti (battito accelerato, sensazione di stordimento..)
  • Verifica in gruppo del livello di tolleranza individuale
Incontro 7: “Sperimento pt.2”
  • Ripresa di alcuni esercizi di esposizione e discussione in gruppo
  • Esercizio immaginativo: “Come ti senti adesso?”
  • L’importanza dell’accettazione del rischio
  • Alcuni esercizi pratici di gestione dell’ansia: “Un assaggio di Mindfulness”
Incontro 8: “Come è andata?”
  • Gli ABC del panico: individuare se ci sono state delle variazioni, nel tempo, nel modo di interpretare il panico.
  • Esercizio pratico: il grafico a torta dell’attacco di panico
  • Come porsi da oggi in poi nei confronti del panico? Esercizio esperienziale:” La metafora del libro”
  • Condivisione in gruppo di riflessioni personali e compilazione dei questionari.
Hai voglia di fare due chiacchere..
contattami per fissare un appuntamento